Cura educativa e relazioni sostenibili


Archiviata la pandemia ci ritroviamo a vivere una nuova emergenza tanto che la normalità della vita quotidiana, quella che a volte portiamo avanti con inerzia quasi scontata, ora ci appare un impegno da ricucire tra incertezze e necessità di trovare un senso. La scrittrice Corinne Zaugg sintetizza bene tutto questo quando afferma che “nei confronti della vita ci sentiamo tutti creditori: tutti abbiamo da chiederle infinite cose. E dalla mattina alla sera non facciamo altro che percorrerla come un’autostrada a mille all’ora, macinando chilometri: anni su anni. Mai troviamo un luogo abbastanza bello, panoramico, tranquillo per fermarci…E si perde di vista che la vita né bella né brutta, né esagerata e né spericolata deve essere vissuta con calma perché semplicemente vita”.
Parole di una grande portata sebbene  la realtà  risulti essere infinitamente più complessa specie nei momenti di crisi quando bisogna dare un nuovo slancio ai rapporti e cooperare diventa strategico, tanto che le relazioni  nel piccolo della famiglia o nel sociale diventano un bene prezioso. Perchè rimettersi in gioco per gestire le crisi a vari livelli implica puntare su di un diverso atteggiamento basato su di una nuova cultura. Infatti non bisogna limitarsi  ad analizzare le motivazioni o le ragioni che ci sono alla base delle scelte da prendere oppure ad ipotizzare soluzioni ai problemi comunque necessarie, ma occorre partire da un rapporto più vitale e partecipato con la realtà. Concentrarsi esclusivamente sui problemi spegne la voglia di fare e di condividere  mentre accettarli e cercare come poterli affrontare senza avere fretta di trovare facili soluzioni, analizzandoli  passo a passo in modo logico, significa impiegare la cura educativa per valorizzare i punti di forza.
Insegnare la poesia della vita che si sperimenta quando ci si ferma e si cerca tutto ciò che può essere sostanziale e fondamentale nei momenti di difficoltà e di crisi è insegnare l’arte del fare senza scadere nel semplicismo, per ritrovare il sano valore di osservare in modo concreto la realtà con metodo. Questo presuppone prima di tutto la capacità di condividere con grande empatia dubbi, paure ma anche speranze, che non vuol dire essere presenti in tanti luoghi, svolgere tante attività e portare a termine tanti progetti ma è curare il piacere di stare con sè stessi e con gli altri attraverso un sano confronto che diventa a sua volta un mezzo di progresso. I bambini, i ragazzi ma anche gli adulti stessi  hanno bisogno di essere aiutati a riscoprire il piacere di stare con sè stessi per ascoltare ed essere ascoltati attraverso un esercizio tutt’altro che semplice come se tutto questo potesse essere fonte di una profonda felicità. Quando quei momenti entreranno a far parte della vita di tutti i giorni con stile praticato e ricercato in varie occasioni daranno gioia e serenità, saranno una risorsa per affrontare meglio le ansie quotidiane al di là di visioni schematiche. Da piccoli sarà  il lusso di poter giocare in totale libertà per sperimentare la creatività ed il piacere di stare in gruppo. Poi ci sarà  la scoperta del tempo necessario per coltivare  interessi con sè stessi e con gli altri a partire proprio dal darsi altri ritmi ed altre abitudini per scoprire che c’è spazio per tutto, anche per accendere nuovi entusiasmi. Da grandi sarà ciò che Freud definisce “ri-educazione” cioè diventare consapevoli di qualcosa che era già stato vissuto con amore. Per questo farne esperienza fin da subito diventa un prezioso investimento sul futuro perchè accettare gli eventi per ciò che sono orienta le scelte alla costruzione di soluzioni  partecipate ma sopratutto rispettose di tutti i punti di vista. Si impara a costruire una comfort zone quando si accetta il cambiamento senza opporre resistenza lasciandosi coinvolgere pienamente con fiducia in sè stessi e negli altri. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Atmosfere di Natale

Tanti colori per rinascere insieme

La resilienza in famiglia e a scuola