Autorevolezza e libertà: alla ricerca del giusto equilibrio.



La famiglia può offrire uno spazio concreto di relazione nel quale i figli possono maturare sia a livello fisico che psicologico sulla base di regole di comportamento condivise da piccoli e grandi. Questo perchè I genitori possono giocare un ruolo importante nel vivere l’ordinario di tutti i giorni attraverso  ritmi e stili di vita precisi  ma soprattutto con  la stabilità dei gesti quotidiani secondo il principio di continuità nel cambiamento. Allo stesso tempo devono  sollecitare i figli ad accettare i cambiamenti e ad impegnarsi per la conquista di nuovi traguardi puntando sulle proprie forze con coraggio e determinazione. Ad ogni fase della crescita i figli con l’aiuto dei genitori si impegnano nella conquista della libertà personale proprio in virtù dei valori che hanno avuto la possibilità di imparare a conoscere e sperimentare all’interno della famiglia. Ma quando i figli si possono considerare pienamente autonomi? La domanda non é da poco perché se da un lato i genitori vorrebbero i figli capaci di cavarsela da soli molto presto, dall'altro lato quando il momento arriva non sono  mai pronti. Si ha paura di perderli mentre si allontanano lungo il cammino che hanno scelto come se si provocasse una frattura insanabile. Eppure il cammino di crescita é fatto di un progressivo allontanamento dagli affetti familiari di certo non inteso in maniera drastica, ma  graduale. Per questo  la crescita non deve essere intesa come un percorso lineare ma piuttosto un modo di  procedere in senso circolare fatto di momenti di separazione e avvicinamento alternati, che aiutano a conquistare il proprio spazio vitale. Un percorso nel quale i figli mettono gran parte del proprio impegno per acquisire l'autonomia, allontanandosi gradualmente dalla famiglia. Tutto ciò per andare alla scoperta di nuove potenzialità senza trascurare tutto il bagaglio di regole, vissuti ed esperienze appresi che connoteranno lo stile di vita. I legami familiari ad un certo punto si devono allentare per lasciare spazio ad altri interessi, diversi da quelli sperimentati in famiglia. Un percorso questo mai compiuto ma in continuo divenire nel quale in primo piano devono essere poste la dignità e la soddisfazione personale che si connota proprio grazie ad un preciso punto di equilibrio. Il ruolo dei genitori resta comunque cruciale nell'aiutare i figli a cogliere quanto vi è di essenziale in ogni esperienza di vita vissuta, sostenendo gli stimoli più significativi. Quindi è naturale riconoscere che l'atteggiamento educativo più corretto sia il costante incoraggiamento a compiere scelte adatte alle proprie inclinazioni senza tralasciare la possibilità  di  fornire un valido aiuto nei momenti di sconforto che non sono mai pochi. I genitori anche nei momenti più delicati non devono mai far mancare l'affetto e l’ incoraggiando per aiutarli a scoprire occasioni   di libertà ma anche di coscienza personale, attraverso limiti chiari e senza inutili lotte di potere. Perché é bene imparare ad agire in modo flessibile ma anche in maniera ferma sulle questioni più  importanti . L'educazione dei figli nel suo complesso va ben al di là di un processo spontaneo che si riduce semplicemente  alla cura materiale. Piuttosto si devono aiutare a diventare persone concrete non solo puntando esclusivamente sui punti di forza reciproci ma anche accettando i limiti. Questo lo  ha spiegato bene Bruno Bettelheim quando ha affermato  che un figlio non ha bisogno di un genitore perfetto ma piuttosto di un genitore accettabile che lo accompagna efficacemente nella crescita. Quando i figli stanno bene a casa ed hanno imparato a comprendere il significato delle regole di vita i genitori non hanno motivo di preoccuparsi di altro.


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