Cercatori di relazioni


Intraprendere un viaggio  ci rende inevitabilmente cercatori di  occasioni innanzitutto pensate e costruite nei più piccoli dettagli. Perché ogni nuovo cammino prima ancora che fisico è personale con tutto il suo carico di emozioni, contraddistinto anche dal desiderio di condividerlo con le persone più  care con le quali abbiamo costruito rapporti significativi. Si tratta in sostanza di arricchire la propria confort zone ampliando le  prospettive fino a diventare coraggiosi cercatori di nuovi orizzonti.  Quegli stessi che  ispirano sogni ma soprattutto occasioni da condividere mettendoci tanto di noi stessi, così da diventare un terreno di confronto autentico. Tuttavia per creare un orizzonte di senso occorrono qualità ben precise come la lealtà non solo nei propri confronti ma anche degli altri ed anche il coraggio di fidarsi per condividere. Senza relazioni non esiste l’occasione di conoscersi per quello che si è ma soprattutto per quello che si ha da dare. Esiste un movimento definito “no contact a Natale” nel quale mi sono imbattuta durante le vacanze leggendo alcuni articoli, che consiste nella volontà, specie dei giovani, di interrompere i rapporti con la famiglia d’origine o gli amici più intimi per proteggersi da situazioni troppo invadenti. Devo dire che la prospettiva mi ha fatto riflettere profondamente specie per quella scelta sostenuta di distacco ed isolamento da quanto dovrebbe appartenerci profondamente per proteggersi a livello emotivo. Da qui è nato il tema dell’anno per approfondire tutti quegli atteggiamenti di cura nella relazione che possono aiutarci ad evitare situazioni limite di questo tipo. Perché è proprio attraverso il sano confronto che si impara a cambiare e ad avere il coraggio di scegliere cosa sia giusto custodire e quanto invece sia da rivedere, in modo  da sentirsi bene senza la necessità di rifiutare tutto in modo indiscriminato. Perché scegliere è prima di tutto un impegno che si rinnova giorno dopo giorno anche quando procede per tentativi in giornate che sembrano abitudinarie perchè pare che non accada nulla di straordinario. Si tratta di imparare a comprendere meglio le situazioni di tutti i giorni senza lasciarsi andare alla tentazione di chiudersi in sè stessi per paura di non essere abbastanza o banalmente di sbagliare. Per questo non bisogna  essere solo  governati dagli obblighi ma occorre cogliere tutte le occasioni possibili per sostenere il gusto della scoperta. Avere il coraggio di pensare alla cura con cui si vivono le giornate significa prima di tutto lasciare spazio alla sintonizzazione affettiva ovvero alla disponibilità di riservare tempo e risorse alla dinamica delle relazioni. È fondamentale riscoprire lo spazio nel quale è possibile imparare a conoscersi più a fondo  mettendosi con calma in cammino con il passo giusto. Si tratta di un modo autentico per  potersi realizzare meglio e puntare così in modo disteso sulla capacità di accogliere ognuno con i propri interessi e le  aspettative personali. Quando non ci si concentra esclusivamente sulle sfide attese oppure su quanto è stato fatto o si dovrebbe fare,  si ha modo di dedicare  tempo ed energie  agli altri. Solo così possiamo pensare all’anno che verrà  non esclusivamente in termini di impegno ed obiettivi da raggiungere. Perchè avere più tempo da dedicare a sé stessi e agli altri permette di rafforzare la fiducia reciproca con gesti efficaci, ma soprattutto con la volontà di costruire relazioni generative. Una giusta ripartenza che cambia in modo significativo la nostra visione delle cose facendo leva su di un dinamismo etico che può mettere in campo tante nuove prospettive fondante sul rispetto reciproco del proprio spazio vitale.

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